Emblica officinalis Gaertn., o Phyllanthus emblica Linn., è una pianta medicinale largamente utilizzata in Asia per il trattamento di tantissime patologie, di cui tralascio l’elenco, in quanto ho scelto di trattare quelle che più frequentemente incontro nella mia pratica professionale, convalidate nel contempo da seri studi scientifici. La parte più utilizzata della pianta è il frutto, sia a livello alimentare che nella medicina tradizionale. Essendo nota per la sua vasta gamma di attività biologiche, in particolare per le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, inizialmente consigliavo ai miei pazienti l’Emblica Officinalis come semplice polvere, ma da almeno 15 anni la prescrivo come estratto, confortato dalla letteratura scientifica e dai risultati terapeutici ottenuti.
Quali fitochomici contenuti nell’Emblica le permettono di essere così potente? Essenzialmente la Quercetina, l’Acido ellagico, la Corilagina e, non ultimo in ordine di importanza, l’Acido gallico.

Considerando le proprietà antiossidanti contro i processi degenerativi dell’organismo, va ricordato che l’essere umano produce alcuni enzimi che hanno il compito di proteggere l’organismo dallo stress ossidativo. Il più fondamentale è il Superossido dismutasi (SOD), importantissimo perchè neutralizza direttamente l’anione superossido, il radicale libero più comune prodotto durante la respirazione cellulare. Poi c’è il Glutatione (GSH), un potentissimo enzima prodotto dal fegato, che oltre ad avere una fortissima azione antiossidante, svolge anche altre due importanti azioni, quella di favorire il buon funzionamento del sistema immunitario e quella di partecipare alla produzione e riparazione dei tessuti cellulari. Quando uno o più fattori patogeni portano l’organismo ad uno stress ossidativo, riducendo questi due enzimi, l’Emblica ha la capacità di aumentarli, come pure aumenta altri fondamentali enzimi antiossidanti: la Succinato deidrogenasi (SDH), la Catalasi, la NADH deidrogenasi e la Citocromo c ossidasi.

Lo stress ossidativo può colpire i lipidi attraverso un fenomeno molto dannoso, la perossidazione lipidica, ove un radicale libero attacca un acido grasso insaturo della membrana cellulare, rubandogli un atomo di idrogeno e trasformando il lipide stesso in un radicale libero. Questo lipide radicale reagisce poi con l’ossigeno e forma un perossido lipidico, che poi attacca un’altra molecola di ossigeno per dare via ad una reazione a catena, la quale danneggerà la membrana cellulare. Come conseguenza di queste reazioni, gli organuli cellulari possono subire delle importanti lesioni e si può arrivare alla morte cellulare. Anche su questo versante, l’estratto di Emblica ha mostrato la sua azione antiossidante con effetti rapidi contro la perossidazione lipidica, con conseguente modulazione sul metabolismo dei lipidi: Trigliceridi, Aspartato aminotransferasi (AST), Alanina Aminotransferasi (ALT), Fosfatasi alcalina (ALP) e Bilirubina.

Il miglioramento di questi valori è evidentemente connesso con l’azione di protezione epatica svolta dall’Emblica, che è efficace nel prevenire o migliorare gli effetti di molti agenti epatotossici: etanolo, paracetamolo, tetracloruro di carbonio, metalli pesanti, ocratossine, esaclorocicloesano, farmaci antitubercolari e sovraccarico di ferro.                                                                                       È risaputo che quasi tutte le lesioni croniche del fegato portano col tempo alla fibrosi epatica; l’estratto di Emblica possiede efficacia terapeutica nei suoi confronti di quest’ultima condizione.                                                                                                         Prove sempre più numerose suggeriscono che la disregolazione della flora intestinale possa contribuire all’insorgenza e allo sviluppo della steatosi epatica non alcolica”: questo è l’assunto di un interessante studio cinese del 2022, il quale dimostra che l’estratto acquoso di Emblica migliora la steatosi epatica attraverso un meccanismoassociato ai suoi effetti modulatori sul microbiota intestinale e sul metabolismo microbico.

Nel diabete si hanno spesso complicazioni dovute proprio alla perossidazione lipidica, che possiamo ridurre grazie all’Estratto di Emblica, la quale ha anche un’azione antidiabetica. Studi sui ratti diabetici da esperimento hanno dimostrato che determina un’attività antidiabetica attraverso l’azione sulle cellule β del pancreas, stimolando la secrezione di insulina e riducendo l’intolleranza al glucosio.  In Medicina Cinese l’organo Pancreas è accoppiato al viscere Stomaco; su questa base ci si dovrebbe aspettare un’azione positiva di questo frutto nei confronti dello stomaco. Di fatto l’estratto di Emblica ha dimostrato di avere un’azione di gastroprotezione; può ridurre la frequenza del bruciore di stomaco, la frequenza del rigurgito e migliorarne la gravità nei pazienti affetti da reflusso gastro-esofageo. Il suo utilizzo sull’ulcera gastrica ha determinato una diminuzione altamente significativa della lesione, associata ad un effetto cicatrizzante della stessa.

L’estratto di Emblica agisce in maniera molto positiva anche sulla disfunzione epiteliale, condizione anche questa provocata dallo stress ossidativo e che svolge un ruolo centrale nello sviluppo dell’aterosclerosi e della cardiopatia coronarica. Grazie all’azione sinergica sulla perossidazione lipidica e sulla disfunzione endoteliale, si ottiene una protezione cardiovascolare e metabolica, con prevenzione dello sviluppo e della progressione dell’ipertensione e all’ipertrofia cardiaca e renale conseguenti all’ipertensione stessa.

Tradizionalmente l’utilizzo della polvere ricavata dal frutto è stata utilizzata in India per il trattamento dei disturbi del sistema nervoso centrale (SNC), prima che venisse scoperta la maggior efficacia dell’estratto, che ha effetti di neuroprotezione e riduce le crisi epilettiche ed il declino cognitivo. Effetti positivi si hanno anche sulla memoria.

Riguardo al problema delle radiazioni ambientali, ’Emblica svolge un’azione radioprotettiva, riducendo drasticamente i danni biologici collaterali causati dai raggi ultravioletti o dalle radiazioni ionizzanti, come i raggi X o i raggi Gamma. Le conseguenze dei raggi gamma sull’uomo dipendono dalla quantità assorbita di queste onde elettromagnetiche a fortissima capacità d penetrazione; si possono avere danni al sistema nervoso centrale, danni al midollo osseo, lesioni cutanee, perdita di capelli, fino al decesso. L’estratto di Emblica ha permesso ai topini da esperimento di avere un tempo di sopravvivenza maggiore con una riduzione del tasso di mortalità. I meccanismi alla base di questi risultati sono connessi alla capacità di ridurre la perossidazione lipidica e di aumentare il Glutatione e la Catalasi.

L’esposizione ai raggi Ultravioletti B (UVB) è il principale fattore di rischio per il melanoma, il tipo più letale di tumore della pelle. L’estratto di Emblica aumenta la vitalità delle cellule esposte ai raggi Ultravioletti B e favorisce la guarigione delle ferite cutanee. Buona parte di questa azione è dovuta all’acido gallico, che grazie alle sue forti capacità antiossidanti, antinfiammatorie e antimicrobiche, è benefico per la pelle, svolgendo un’azione schiarente, uniformando il tono dell’incarnato e contrastando l’invecchiamento precoce. L’acido gallico ha inoltre un’azione antifungina nei confronti della Candida Albicans.

Si conoscono gli effetti deleteri dei metalli pesanti sull’organismo, che possono arrivare perfino a provocare il cancro, come nel caso di contaminazione di alte concentrazioni di arsenico. Quest’ultimo è un elemento chimico presente nei minerali della crosta terrestre, che può disciogliersi nelle falde acquifere sotterranee. Allo scopo di garantire ai cittadini che nelle loro case arrivi solo la quantità consentita per legge, gli acquedotti pubblici eseguono controlli molto severi sulle concentrazioni di arsenico. Purtroppo prodotti per l’agricoltura, l’industria mineraria e la produzione del legno possono diffonderlo nell’ambiente. Era già stato riscontrato nella letteratura scientifica che l’esposizione cronica all’arsenico, attraverso l’acqua potabile e l’esposizione professionale, sono associate ai sintomi del diabete. Nei topi da esperimento, l’aumento dello stressossidativo, dell’infiammazione, della dislipidemia e dell’epatotossicità indotti dall’arsenico sono ridotti dal trattamento con Emblica.

Diversi studi appoggiano il potenziale utilizzo dell’estratto di Emblica come antitumorale, in quanto attiva una risposta immunitaria adattativa contro gli antigeni della cellula tumorale, che viene riconosciuta dal sistema immunitario come “bersaglio da eliminare”.

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